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Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - Diabolik-Edizione speciale (maggio 2012)


Foto della pagina fb Amici della Val d'Arzino



Nel maggio 2012, in occasione delle celebrazioni legate ai 50 anni di vita del famoso ladro, l'azienda Graphistudio proprietaria del Castello Ceconi, ha voluto regalare alla Val d'Arzino un numero speciale di Diabolik interamente ambientato nel Castello ed intitolato Colpo al Castello Ceconi.

Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - Il Castello Ceconi (Pielungo)


Il conferimento del titolo di Conte della Corona d'Italia richiedeva che Giacomo Ceconi (1833-1910) erigesse una residenza dalle caratteristiche e dalle proporzioni di un Castello. Giacomo Ceconi (1833-1910) decise allora di costruire una villa, che avrebbe dovuto tenere legati i suoi discendenti alla natale Pielungo. Per attendere di persona alla progettazione e alla costruzione della residenza nobiliare, Giacomo Ceconi (1833-1910) si trattenne sempre più frequentemente e per lungo tempo nel suo borgo natio.


L'aspetto artistico-architettonico

Il Castello Ceconi è un imponente costruzione neo-gotica dallo stile eclettico, con venature di liberty e dai riflessi medioevali e rinascimentali.

Presenta merlature e balconi gotici accanto a finestre rettangolari.

Le quattro statue in pietra sul cornicione rappresentano quattro poeti: Dante Alighieri (1265-1321)Francesco Petrarca (1304-1374)Ludovico Ariosto (1474-1533) e Torquato Tasso (1544-1595).

I loggiati dalle calde tonalità cromatiche fanno da contrappunto agli affreschi che si snodano lungo le due ali del palazzo e a quelli inseriti nelle lunette dei finestroni gotici.

Nelle due lunette delle finestre ai lati dell'ingresso principale, si trovano gli affreschi di George Stephenson (1781-1848) e di Alessandro Volta (1745-1827).

Le due personalità geniali e scientifiche affiancano la raffigurazione della Madonna con Bambino, sopra il portale principale.

Nell'ordine superiore, sopra le tre finestre del primo piano sono raffigurate Irene di Spilimbergo e la poetessa Vittoria Colonna (1490-1547).

Nella lunetta centrale, tra le due figure femminili trova posto Leonardo da Vinci (1452-1519).

Uno degli imponenti torrioni merlati reca l'effigie di Alessandro Manzoni (1785-1873). Fra le torri la più alta e sottile era stata concepita per accogliere una campana, che aveva la funzione di chiamare a raccolta gli operai.  

Il piazzale antistante al palazzo, che si apre fra i boscosi pendii montani, venne impreziosito da una fontana in cemento, a forma circolare e a due piani concentriciche fu oggetto di una contesa tra un alpigiano, un certo Nànol, e Giacomo Ceconi (1833-1910): l'uomo ottenne il diritto di passaggio nel cortile del Castello per portare la propria mandria ad abbeverarsi alla fontana.