[...] Rosaura
Senti: aspetteremo che tutti sieno a letto, ed anche
quel furbo di Brighella, ch'io non posso vedere; poi pian piano tutti due ce ne
anderemo in cucina.
Io già avrò preparato il bisogno; onde bel bello
accenderemo il fuoco, empiremo una bellissima caldaia d'acqua, e la porremo
sopra le fiamme.
Quando l'acqua comincierà a mormorare, io prenderò di
quell'ingrediente, in polvere bellissima come l'oro, chiamata farina gialla; e
a poco a poco anderò fondendola nella caldaia, nella quale tu con una
sapientissima verga andrai facendo dei circoli e delle linee.
Quando la materia
sarà condensata, la leveremo dal fuoco, e tutti due di concerto, con un
cucchiaio per uno, la faremo passare dalla caldaia ad un piatto.
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La polenta di Pietro Longhi (1701-1785) Fonte immagine: Wikimedia Commons |
Vi cacceremo poi sopra di mano in mano un'abbondante porzione di fresco, giallo e delicato butirro, poi altrettanto grasso, giallo e ben grattato formaggio: e poi? E poi Arlecchino e Rosaura, uno da una parte, l'altro dall'altra, con una forcina in mano per cadauno, prenderemo due o tre bocconi in una volta di quella ben condizionata polenta e ne faremo una mangiata da imperadore; e poi? E poi preparerò un paio di fiaschi di dolcissimo, preziosissimo vino, e tutti due ce li goderemo sino all'intiera consumazione.
Che ti pare, Arlecchino, anderà bene
così? [...]
Fonte: wikisource
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