Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Lelio LUTTAZZI (1923-2010)


Lelio Luttazzi (Trieste, 27 aprile 1923 - 8 luglio 2010) è stato un attore, cantante, Direttore d'Orchestra, musicista, regista, scrittore, showman e conduttore televisivo.


Biografia

Figlio di Sidonia Semani, maestra elementare a Prosecco, e Mario Luttazzi, rimase orfano di padre a soli tre anni, poiché il papà morì nel 1926 a causa del bacillo di Koch.

Nel 1929 la mamma si stabilì a Prosecco, dove riprese a lavorare; durante le elementari Luttazzi fu allievo di sua madre nella scuola elementare del paese, unico italiano in una classe di sloveni.

In questi anni ricevette la prima formazione musicale da Don Crisman, parroco di Prosecco, che gli impartì lezioni di pianoforte per diversi mesi nella canonica del paese.

Dopo la scuola dell'obbligo si iscrisse al Liceo Petrarca di Trieste; lì instaurò una grande amicizia con il suo compagno di classe Sergio Fonda Savio, nipote di Italo Svevo (1861-1928).

Iniziarono in questo periodo i dissidi ideologici con la madre, fascista convinta mentre Luttazzi si avvicinava all'antifascismo.

Radio Trieste

Studente all'Università di Trieste in giurisprudenza, durante la Prima guerra mondiale, diede soltanto due esami perché iniziò a suonare il pianoforte a Radio Trieste e a comporre le sue prime canzoni.

Nel 1943 avvenne l'incontro che gli cambiò la vita: con alcuni suoi compagni di università si esibì in veste di Direttore d'Orchestra al Teatro Politeama in uno spettacolo musicale con il quale aprì il concerto di Ernesto Bonino, cantante torinese molto noto all'epoca. Bonino rimase talmente colpito da Luttazzi che gli chiese, al termine dello show, di comporre una canzone per lui. Luttazzi la scrisse con poca convinzione e nello stesso anno Bonino la incise: si trattava de Il giovanotto matto, che diventò un grande successo.

Terminata la guerra, Luttazzi apprese dalla SIAE di aver guadagnato con la canzone 350.000 lire di allora e decise quindi di fare il musicista in maniera professionale. Nel 1948 si trasferì a Milano e iniziò a lavorare presso la casa discografica CGD, fondata dal suo concittadino Teddy Reno, che lo contattò per dargli l'incarico di Direttore Artistico; sempre per Teddy Reno nel 1948 scrisse Muleta mia.

Nello stesso anno si sposò con la concittadina Magda Prendini, da cui si separerà nel 1963, e dalla quale nel 1948 ebbe una figlia, Donatella, che intraprenderà in seguito la carriera di cantante.


Orchestra RAI a Torino

Nel 1950 a Torino assunse l'incarico di Direttore dell'Orchestra RAI, creando, in Italia, la prima orchestra d'archi ritmica; da lì iniziò una carriera strepitosa come artista a tutto tondo. Nel 1954 si trasferì a Roma per dirigere una delle orchestre RAI di musica leggera, con le quali partecipò a diversi programmi di varietà.

Dal 1954 al 1956 lavorò nel programma radiofonico a quiz Il motivo in maschera presentato da Mike Bongiorno. Nella stagione radiofonica 1956 e 1957 diresse l'orchestra nel varietà radiofonico Rosso e nero.

Scrisse canzoni dal carattere apertamente jazzistico e piene di swing, interpretandole al pianoforte e cantandole in uno stile molto personale: tra le più note ricordiamo Senza cerini, Legata ad uno scoglio, Timido twist, Chiedimi tutto.

Compose brani come Una zebra a pois, cantata da Mina, Vecchia America per il Quartetto Cetra, Eccezionalmente, sì per Jula De Palma, You'll say tomorrow registrato in italiano da Sophia Loren, Souvenir d'Italie con la sua raffinata tecnica jazz. Si lanciò anche nel divertissement con El can de Trieste, da lui stesso cantata in dialetto triestino.

Come autore partecipò al Festival di Sanremo 1964 con Piccolo Piccolo, con testo di Antonio Amurri, interpretata da Emilio Pericoli e Peter Kraus, canzone che però non arrivò alla finale.






Luttazzi arrangiò anche tre canzoni per bambini: Madama DorèFra Martino campanaro ed Il merlo ha perso il becco.


In televisione

Il debutto televisivo di Luttazzi come Direttore d'Orchestra avvenne nel 1955 in Musica in vacanzaprogramma di varietà settimanale della RAI, assieme a Gorni Kramer e agli attori Isa Bellini, Alberto Bonucci, Paolo Ferrari e Adriana Serra.

Presentò anche trasmissioni televisive, come Studio Uno con Mina, Doppia coppia con Sylvie Vartan, Teatro 10, Ieri e oggi.

Fece anche l'attore, in L'avventura di Michelangelo Antonioni e L'ombrellone di Dino Risi ed in televisione in Biblioteca di Studio Uno con il Quartetto Cetra, dove recitava la parte di messer Alvise Guaro nella puntata dedicata al Fornaretto di Venezia; compose anche di colonne sonore di film, tra le quali Totò, Peppino e la malafemmina, Totò lascia o raddoppia? e Venezia, la luna e tu.

Ma sicuramente la trasmissione che gli diede più notorietà fu la radiofonica Hit Parade, la vetrina settimanale dei dischi più venduti, andata in onda ininterrottamente dal 1967 al 1976: all'ora di pranzo del venerdì (con replica il lunedì), la sigla Lelio Luttazzi presenta... Hiiit Parade! era un appuntamento seguito da un altissimo numero di ascoltatori.


Giugno 1970: l'arresto

Nel giugno del 1970, proprio mentre era all'apice del successo, venne arrestato assieme a Walter Chiari, con l'accusa di detenzione e spaccio di stupefacenti, in seguito all'intercettazione di una telefonata in cui Luttazzi riferì ad uno sconosciuto, che si rivelò poi uno spacciatore, un messaggio di Chiari.

Dopo ventisette giorni passati in carcere, Luttazzi fu rilasciato e la sua posizione stralciata.

L'errore giudiziario ebbe, però, gravi conseguenze personali e sulla carriera: nel periodo della sua detenzione la conduzione di Hit Parade e della trasmissione Ieri e oggi fu affidata ad altri presentatori.


Il ritorno: radio e televisione

Lelio Luttazzi ritornò alla radio a presentare Hit Parade, dal 26 febbraio 1971 fino alla chiusura della trasmissione, nell'inverno del 1976.

Negli anni successivi, lavorò ancora saltuariamente in televisione (nel 1982 nella trasmissione Cipria, nel 1984 in Al Paradise, nel 1991 a Festa di compleanno), prima di ritirarsi a vita privata.


La riscoperta

Nel 2005 la RAI, per la serie di CD Via Asiago 10, contenente registrazioni storiche della Radio degli anni '50, pubblicò il CD Lelio Luttazzi and Rai Orchestra 1954, registrazioni effettuate dal Maestro e trasmesse dalla radio appunto nel 1954, con brani suoi ma anche interpretazioni di Parlami d'amore Mariù di Vittorio De Sica, un omaggio a Cole Porter e un duetto con Gorni Kramer.

La sera dell'8 ottobre 2006 fu ospite d'onore della trasmissione di Fiorello Viva Radio 2, che in quell'occasione andava in onda contemporaneamente alla radio e in televisione, ritornando così in RAI 36 anni dopo l'arresto; fu ospite della stessa trasmissione anche il 27 febbraio 2008.

Il 23 febbraio 2008 fu ospite anche di Fabio Fazio nel programma televisivo di RAI 3 Che tempo che fa, facendovi ritorno anche il 21 dicembre.

Il 16 maggio 2008 partecipò al Maurizio Costanzo Show, suonando Ritorno a Trieste. Il 9 dicembre 2008 è stato ospite nella trasmissione radiofonica di Rai Radio Uno condotta da Silvia Boschero Radio Uno Village.

Il 19 febbraio 2009 partecipò al Festival di Sanremo, condotto da Paolo Bonolis, accompagnando al pianoforte la cantante Arisa nel brano Sincerità; rimase poi sul palcoscenico e proseguì col brano Vecchia America.

All'artista è stato conferito il Premio alla Musica 2009 al Teatro dell'Opera del Casinò di Sanremo.


L'ultimo viaggio a Trieste

Nel novembre 2008, dopo 60 anni trascorsi tra Milano, Torino e Roma, decise di ritornare definitivamente insieme alla moglie Rossana, conosciuta nel 1975, a Trieste.

Malato da tempo, l'artista si spense tra le braccia della moglie nella sua casa di Trieste la notte dell'8 luglio 2010 all'età di 87 anni.


La Fondazione Lelio Luttazzi

Il 22 ottobre 2010 nacque, per volere di Rossana Luttazzi, moglie del Maestro, la Fondazione Lelio Luttazzi.


Il Premio Lelio Luttazzi

Nel dicembre del 2010 è nata la prima edizione del Premio Lelio Luttazzi, un concorso nazionale per giovani pianisti jazz, aperto agli artisti nati dal 1983 al 1993.

 
Premi, intitolazioni e riconoscimenti

Nel 1991 Lelio Luttazzi ha ricevuto il San Giusto d'Oroun tradizionale riconoscimento a personaggi o realtà che si sono distinti per aver dato lustro al nome della città di Trieste in Italia e nel mondo.

Nel 1992, dopo una serie di concerti jazz in Italia, venne insignito del Premio Una Vita per il Jazz dal Brass Group di Trapani, nel corso di un concerto tenuto nel Teatro all'aperto di Villa Margherita.

Fonte: wikipedia

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