Secondo un racconto riportato anche in un'intervista alla radio RAI del 1957, ad attribuirsi l'invenzione dei coriandoli è stato il triestino Ettore Fenderl (1862-1966).
All'epoca durante il periodo di carnevale dalle finestre delle case era
consuetudine gettare sul corteo confetti di gesso e petali di rose.
Nel 1876, durante la sfilata dei carri e delle maschere di
Carnevale, dal terrazzo centrale di una casa con tre balconi in Piazza della Borsa, quasi all'inizio di Corso Italia, un ragazzo di quattordici anni, che
non poteva permettersi di acquistare né confetti né altro, ebbe l'idea di
tagliuzzare delle carte colorate e di gettare i suoi "coriandoli" sulle
teste delle maschere che passavano sotto il suo terrazzo.
Coriandoli (di Marcus Bering - Isabelle Francis - Opera Propria) Fonte immagine: Wikimedia Commons |
Ma quasi subito il ragazzo sentì suonare alla porta e si
trovò davanti un gendarme austriaco che gli chiedeva spiegazioni e chiarimenti.
Nonostante le disavventure iniziali, la sua invenzione, che non venne mai brevettata, in pochissimo tempo arrivò a Vienna, poi a Venezia e da qui in tutto il mondo.
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