La pittura e il Friuli-Venezia Giulia - Affreschi di Giambattista Tiepolo (1696-1770) nell'Oratorio della Purità di Udine


Posto a destra del Duomo di Udine, l'Oratorio della Purità venne eretto nel 1757 per volere del Patriarca Daniele Dolfin, spesso italianizzato in Delfino (1688-1762), il quale fece acquistare ed abbattere il precedente Teatro appartenente alla famiglia Mantica, in modo che vicino alla Cattedrale cittadina non fosse presente un luogo di divertimento.

Il progetto venne affidato a Luca Andreoli.


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Oratorio della Purità
(di Sebi1 - Opera Propria)
Fonte immagine: Wikimedia Commons

Durante la Seconda guerra mondiale, gli affreschi del soffitto e delle pareti vennero protetti contro eventuali bombardamenti aerei.

Nella notte del 7 marzo 1945, durante un'incursione aerea, alcuni spezzoni incendiari caddero a grappolo intorno alla Chiesa. Due ne forarono il tetto, ma si spensero sul pavimento del primo piano, quello sovrastante l'Assunta.

Negli anni Cinquanta, però, gli affreschi del figlio Giandomenico (1727-1804) subirono danni dovuti ad infiltrazioni d'acqua. Solo nel luglio 1965 iniziarono lavori di restauro: quelli danneggiati vennero strappati e collocati su appositi pannelli, quindi restaurati e ricollocati nella posizione originaria nel 1969. 

Tutto il complesso pittorico è stato fatto oggetto di un nuovo intervento conservativo nel 1995.


Gli affreschi all'interno

Sul soffitto troviamo l'affresco dell'Assunta (1757), il capolavoro del secondo periodo udinese di Giambattista Tiepolo (1696-1770)circondata da due riquadri, uno superiore e l'altro inferiore, con Gloria di angeli


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L'Assunta (1757)
(di YukioSanjo - Opera Propria)
Fonte immagine: Wikimedia Commons


Altra opera di Giambattista Tiepolo (1696-1770), posta come Pala dell'Altare, è l'Immacolata.


Udine, Oratorio della Purità 002
L'Altare con l'Immacolata (1757)
(di Mattana - Opera Propria)
Fonte immagine: Wikimedia Commons

Lungo le pareti troviamo invece gli affreschi a chiaroscuro su sfondo d'oro, opere del figlio Giandomenico (1727-1804), che rappresentano otto scene di carattere biblico.

Fonte: wikipedia

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