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Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - Il Museo della Guerra per la Pace "Diego de Henriquez" (Trieste)


Dal 1969 la città di Trieste ha collaborato con lo studioso e collezionista Diego de Henriquez (1909-1974) per la costituzione del Civico Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, a lui dedicato.

Il progetto si è però realizzato dopo la morte del suo ideatore; infatti solo nel 1983 il Comune ha acquistato dagli eredi l'intera collezione de Henriquez, che dal 1999 ha trovato sede nell'ex-caserma Duca delle Puglie.




In una prima fase vi sono stati trasferiti solo i mezzi e i pezzi di artiglieria pesante mentre, dal 2011, anche le raccolte di oggetti e documenti.

Il lavoro di ristrutturazione di altri edifici della caserma permetteranno di avere a disposizione ulteriori 2.600 mq circa per l'esposizione della collezione, per i servizi di consultazione della biblioteca, della fototeca e dell'archivio.

Fonte: wikipedia

Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Diego DE HENRIQUEZ (1909-1974)


Diego de Henriquez, nome poi italianizzato in Diego de Enriquez (Trieste, 20 febbraio 1909 – 2 maggio 1974), fu uno studioso e collezionista di cimeli bellici.


Dal 1969 la città di Trieste collaborò con il collezionista per la creazione del Civico Museo della Guerra per la Pace Diego de Henriquez, che venne realizzato, però, solo dopo la sua morte.


Biografia

Gli inizi

Diego de Henriquez nacque a Trieste il 20 febbraio 1909 da una famiglia di ascendenza nobiliare spagnola e di tradizioni legate alla Marina Imperiale Asburgica. Sebbene in gioventù fosse vissuto in diverse province dell'Impero, gli studi lo portarono a far ritorno nella città natale, divenuta nel frattempo italiana nel 1918, dove si diplomò nel 1928 presso l'Istituto Nautico.

Nello stesso anno si sposò con Adele Fajon, di origine friulana, da cui ebbe due figli: Adele Maria e Alfonso Federico.

Iniziò ad appassionarsi ai numerosi cimeli bellici risalenti alla Prima guerra mondiale, sin da bambino, durante le passeggiate sul CarsoIn seguito tale passione si arricchì del talento diaristico, peculiarità che lo accompagnerà tutta la vita, e che rasenterà in alcuni casi perfino l'ossessione: quando le pareti delle celle della Risiera di San Sabba, ricoperte di graffiti e scritte dai prigionieri destinati all'esecuzione vennero dipinte poiché il complesso era stato dichiarato Monumento Nazionale, Diego de Henriquez si recò di persona in ogni singola cella, e le trascrisse raccogliendole sotto forma di diario e componendo più di trecento quaderni, attualmente appartenenti alle Collezioni de Henriquez.