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Il cinema e il Friuli-Venezia Giulia - ME LI MANGIO VIVI! - Henri Verneuil, 1953


Me li mangio vivi! (Le boulanger de Valorgue) è un film franco-italiano diretto da Henri Verneuil, uscito nel 1953.


Trama

Justin, figlio del fornaio di Valorgue, corteggia Françoise, la figlia del droghiere. Quando Justin parte per il servizio militare nel Nord Africa, Françoise, per dispetto, lascia il villaggio e ritorna, dieci mesi dopo, con un bambino fra le braccia. Justin viene accusato di esserne il padre, e questo porta una "rivoluzione" che presto divide Valorgue in due fazioni, i "fornai" e i "droghieri" e che viene alimentata dal fatto che il fornaio ora si rifiuta di vendere il proprio pane ai "droghieri", rischiando così di far morire di fame il villaggio. L'infelice tentativo delle autorità di utilizzare il forno comunale e di affidare la produzione del pane al fattore balbuziente, che ha però il vizio di ubriacarsi, termina con un incendio.

La situazione peggiora quando Françoise fugge in Italia con il bambino nel paese dove risiede la sua famiglia ed il prefetto fa requisire la panetteria. Il fornaio si mette alla ricerca di Françoise e del suo bambino. Sarà proprio lui a convincere la giovane madre del suo affetto e del suo desiderio di vederla ritornare al villaggio. Su richiesta del sindaco Justin beneficia di un permesso e ritorna al villaggio. Suo padre gli spiega la situazione, della quale lui era completamente all'oscuro. La famiglia si reca quindi dalla madre di Françoise per chiederle la mano della figlia. I giovani innamorati si sposano.

Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Jole Silvani, nome d'arte di Niobe QUAIATTI (o QUAJATTI) (1910-1994)


Jole Silvani, nome d'arte di Niobe Quaiatti (o Quajatti) (Trieste, 9 dicembre 1910 – Trieste, 31 ottobre 1994), è stata un'attrice italiana.


Biografia

Figlia di un operaio linotipista del quotidiano triestino Il Piccolo, debuttò diciottenne in teatro, in una compagnia di varietà dialettale, la Triestinissima, raggiungendo in poco tempo un grande successo presso il pubblico cittadino. Il capocomico della compagnia era Angelo Cecchelin (1894-1964), considerato il più grande comico triestino.

La Triestinissima, oltre a fare tournée nelle zone limitrofe alla città, (Pola, Fiume, Zara), riuscì ad esportare il teatro dialettale in tutta Italia, spingendosi addirittura fino alla Sicilia. L'attività della compagnia fu così prolifica che la stessa Silvani era solita ricordare che in 16 anni di attività ebbe modo di usufruire di soli 38 giorni di riposo.

Jole Silvani recitò anche davanti ai microfoni della radio EIAR dalla metà degli anni '30.

Alla fine degli anni '50 entrò a far parte della compagnia di Paolo Poli con cui rimarrà per 14 stagioni, lavorando successivamente anche con Franco Enriquez.