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Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Gianni WIDMER (1892-1971)


Giovanni Widmer, conosciuto in Italia come Gianni, in Austria come Johann, nei paesi balcanici come Ivan Vidmar (Trieste, 25 aprile 1892 – Milano, 30 ottobre 1971), è stato un pioniere dell'aviazione austro-ungarico naturalizzato italiano.


Giovanni Widmer
Fonte immagine: wikipedia

Biografia

Nacque a Trieste il 25 aprile 1892, festività di San Marco, figlio di Giovanni, imprenditore edile e di Caterina Visintin.

Frequentò la prima scuola di volo civile italiana a La Comina (Pordenone) ed ebbe come istruttore l'aviatore Umberto Cagno di Torino.

In seguito alla chiusura della scuola de La Comina, dovuta a problemi finanziari, completò il corso di pilotaggio presso la scuola milanese di Taliedo. 

Ottenne il brevetto di volo il 18 giugno 1911, registrato all'Aero Club d'Italia con il n. 41 ai comandi di un Blériot XI.

Presso l'Osterreichischen Aero-Clubs (Aero club austriaco) ebbe il brevetto n. 34 in data 5 luglio 1911.

Il 23 luglio 1911 effettuò il raid Grado-Trieste sul Blériot XI con motore Gnome 50 hp. Partì dalla spiaggia di Grado alle ore 19:06 e nonostante fosse disturbato dal vento, dopo avere sorvolato la città di Trieste, atterrò sul molo V alle 19:38 acclamato da una folla enorme.

Fu tra i protagonisti della Settimana aviatoria di Trieste del 1911 (30 luglio – 6 agosto) che si svolse sull'aerodromo di Zaule.


C'era una volta...
Foto del gruppo fb TRIESTE DI IERI E DI OGGI


Il 24 settembre dello stesso anno tentò il raid Venezia-Trieste che rimase incompiuto per atterraggio forzato a Monfalcone.

Partecipò alla Settimana aerea austriaca che si svolse a Wiener-Neustadt dal 1° all'8 ottobre 1911.

In occasione dell'inaugurazione del ricostruito campanile di San Marco e del suo ventesimo compleanno, il 25 aprile 1912 compì per primo il volo da Trieste a Venezia attraversando direttamente l'Adriatico.

Nello stesso anno eseguì il suo primo tour dei Balcani: volò su Zara e su Spalato, poi su Lubiana, Zagabria, Belgrado, Sarajevo e da ultimo fu in Montenegro.

Ne 1913 tentò il raid Venezia-Roma, che, però, ostacolato da inconvenienti tecnici e dal maltempo, non venne portato a termine. Permise tuttavia a Widmer di farsi conoscere in varie città della Romagna e delle Marche e nella Repubblica di San Marino.

Il 16 aprile 1913 effettuò il primo volo sul cielo di San Marino. Con il suo Blèriot XI da 50 cavalli, partito dal piano della Sartòna, a Rimini, pur con vento contrario toccò quota 1.600 metri prima di atterrare dopo undici minuti di volo sul pianoro del Monte Carlo (508 m) nel territorio del Castello di Fiorentino.

Un cippo eretto sul pianoro dove avvenne l'atterraggio ricorda l'impresa di Widmer, insignito dalla Repubblica di San Marino della Medaglia d'Oro di Prima Classe al Merito Civile. Il monumento venne realizzato dallo scultore Carlo Reffi, mentre l'epigrafe venne scritta da Pietro Franciosi. In ordine di tempo fu uno dei primi monumenti innalzati nel mondo a un aviatore.




Fu protagonista al Meeting di Napoli dal 20 al 27 aprile 1913 insieme agli aviatori Umberto Re, Pietro Cavadini e Rosina Ferrario prima, donna aviatrice italiana. Era presente anche l'aviatore svizzero René Grandjean, che pilotava un aereo da lui stesso costruito.

Dal 15 al 22 giugno 1913 partecipò al Meeting internazionale di Aspern (Vienna) utilizzando un monoplano Lohner-Etrich. Ritornò poi a volare sui Balcani, a Zagabria e su Cettigne in Montenegro.

L'11 aprile 1914 riuscì finalmente a realizzare il suo sogno raggiungendo Roma.

La sua attività pionieristica si concluse con l'ultimo Meeting di Aspern del 1914, chiusosi proprio nei giorni dell'attentato di Sarajevo.

Durante la Grande guerra fu pilota collaudatore alla SIAI di Sesto Calende e alla SIAMIC sul lago Trasimeno.

Nel dopoguerra fu istruttore alla scuola di volo di Portorose e successivamente caposcalo alla SISA, prima compagnia aerea italiana. Finì la sua carriera aviatoria presso la compagnia LAI.

Widmer si spense a Milano il 30 ottobre 1971.

È sepolto nel cimitero di Sant'Anna a Trieste.

Fonte: wikipedia

Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Goffredo DE BANFIELD (1890-1986)


Goffredo de Banfield, noto anche come Gottfried von Banfield (Castelnuovo di Cattaro, 6 febbraio 1890 – Trieste, 23 settembre 1986), è stato un aviatore austro-ungarico naturalizzato italiano.

Fu il più vittorioso pilota della k.u.k. Kriegsmarine ovvero l'Imperial Regia Marina austro-ungarica nel corso della Prima guerra mondiale, conosciuto con il soprannome di Aquila di Trieste ed ultima persona ad essere decorata con l'Ordine militare di Maria Teresa.



Fonte immagine: Wikipedia


Primi anni

Gottfried von Banfield nacque nel 1890 a Castelnuovo, città situata nella Baia di Cattaro, la base navale della flotta austriaca. Sua madre era la figlia del primo Barone Mumb von Mühlheim. Suo padre mantenne la cittadinanza britannica, ma Gottfried optò per la cittadinanza austriaca.

Frequentò la Scuola militare di Sankt Pölten e l'Accademia Navale di Fiume: il 17 giugno 1909 divenne Cadetto. Nel maggio 1912 venne promosso Tenente di Vascello. Un mese più tardi cominciò l'addestramento nella scuola per piloti a Wiener Neustadt, e in agosto ottenne la licenza di volo.

Entusiasta dell'aviazione, come il suo fratello più anziano, anch'egli divenuto un buon aviatore, venne scelto come migliore tra i piloti della Marina austriaca per un corso di perfezionamento in Francia. Presso la scuola piloti di Donnet-Lévèque i corsi erano tenuti dal Tenente di Vascello Jean-Louis Conneau, un pilota capo squadriglia, molto famoso in quei tempi per aver vinto molte competizioni sotto lo pseudonimo di André Beaumont.

A Pola nella base aeronavale dell'isola di Santa Caterina si addestrò all'uso degli idrovolanti.

Nel 1913 si fratturò malamente un osso e questo incidente lo costrinse a terra fino allo scoppio della Prima guerra mondiale.