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(Basilica Patriarcale di Aquileia)
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Visualizzazione post con etichetta santi. Mostra tutti i post
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La pittura e il Friuli-Venezia Giulia - PALA DI SAN GIUSEPPE - Martino da Udine, XVI sec.
La Cappella di San Giuseppe all'interno del Duomo di Udine venne eretta nel 1500 su committenza del Consiglio
di Udine come voto verso San Giuseppe per ottenere protezione contro le incursioni
dei turchi, che proprio l'anno precedente avevano devastato il Friuli.
La Pala di San Giuseppe che orna l'altare (San Giuseppe con Gesù bambino in
braccio) è opera di Martino da Udine, detto Pellegrino da San Daniele (1467-1547).
Nella Pala è presente anche un
devoto in atteggiamento supplichevole, che è ritenuto l'autoritratto del
pittore stesso.
San Giuseppe con Gesù bambino in braccio
Fonte immagine: Wikimedia Commons
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Il quadro è stato notevolmente rimaneggiato a causa di restauri subiti negli anni.
Nella predella sono presenti due scene, opere dello stesso Martino da Udine, detto Pellegrino da San Daniele (1467-1547): La fuga in Egitto e L'adorazione.
Fonte: wikipedia
Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - La Chiesetta di San Floriano (Cella)
All'interno troviamo agli affreschi di Gianfranco del Zotto, noto come Gianfrancesco da Tolmezzo (1450-1511) e la pala dell'altare opera de il Bellunello (1430-1494), ritrovata dopo un furto avvenuto nel 1972.
La Chiesetta di San Floriano
La Chiesetta di San Floriano
La pala, firmata Andrea Belunelo de Sanvido e datata 1480, è un polittico a otto scomparti.
In alto troviamo l'Arcangelo Gabriele, l'Annunciazione a Maria e, al centro, il Cristo Risorto.
Nello scomparto principale è raffigurato San Floriano vestito come un elegante cavaliere, con in mano un modellino di Castello in fiamme: San Floriano era ritenuto infatti il protettore contro gli incendi e le inondazioni, uno dei flagelli dei paesi di montagna dove le costruzioni erano quasi tutte in legno e i freddi mesi invernali costringevano a tenere il focolare sempre acceso. San Floriano, quindi, era molto popolare in Carnia.
Negli altri scomparti troviamo le raffigurazioni di altri Santi e Sante, su due livelli.
Nella parte centrale sono raffigurati:
- a sinistra, con mitra e pastorale, il Vescovo San Nicolò con accanto, con campana e bàcolo, Sant'Antonio Abate
- a destra San Volfango, Abate Benedettino e poi Vescovo di Ratisbona (Sec. X), con mitra e pastorale. La scure ricorda il fatto che con essa il Ssanto delimitava e prendeva possesso dell'area su cui costruire nuovi monasteri, secondo una prassi di retaggio celtico. Questo attrezzo lo deputò anche Santo Patrono dei boscaioli. Accanto è raffigurato Sant'Osvaldo con in mano il corvo
Nella parte inferiore sono raffigurate:
- a sinistra Sant'Orsola, con lo stendardo che ne ricorda la nascita regale e la palma del martirio: è accompagnata dalle Vergini che andarono con lei in pellegrinaggio a Roma e che con lei vennero uccise dagli Unni a Colonia, durante il viaggio di ritorno
- a destra le Sante Dorotea, con il cesto delle rose, Caterina d'Alessandria, con la ruota, e Barbara con la torre.
Il cinema e il Friuli-Venezia Giulia - LA CAMPANA DI SAN GIUSTO - Mario Amendola e Ruggero Maccari, 1954
La campana di San Giusto è un film del 1954 diretto da Mario
Amendola e Ruggero Maccari.
Trama
Prima guerra mondiale: un cittadino di Trieste, Roberto, si
unisce all'esercito italiano spacciandosi per militare per riuscire a
oltrepassare il confine.
Dopo un'eroica impresa che gli fa guadagnare la stima
dei soldati e del generale, Roberto torna nella sua villa dove trova un
maggiore tedesco che lo fa prigioniero.
SCHEDA DEL FILM
Anno: 1954
Colore: B/N
Audio: sonoro
Genere: guerra
Regia: Mario
Amendola, Ruggero Maccari
Interpreti e personaggi:
- Andrea Checchi - Roberto
- Roldano Lupi - Maggiore Von Rudolf
Fonte: wikipedia
Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - La leggenda di San Giusto
Racconta la leggenda che Giusto, vissuto sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano nella
città di Aquileia, fosse noto in città per le sue opere ed elemosine.
Denunciato per empietà (sacrilegium) da alcuni suoi concittadini, Giusto fu convocato nello studio privato del magistrato (consistorium), poiché, secondo la legge di Roma, il giudice doveva verificare di persona l'accusa. Giusto venne invitato a sacrificare agli dèi romani, ma a questo invito egli oppose un fermo rifiuto.
Osservando scrupolosamente le procedure, il magistrato Mannaccio mandò Giusto in carcere per una pausa di riflessione.
Il giorno seguente Giusto, nuovamente esortato a sacrificare, rifiutò; venne quindi fustigato e, poiché persisteva nel suo rifiuto, condannato alla morte per annegamento in mare, a Trieste.
I soldati gli legarono mani e piedi con una fune, alla quale vennero assicurati dei pesi di piombo, lo fecero salire su una barca e lo portarono al largo dell'odierno promontorio di Sant'Andrea. Poi lo gettarono in acqua.
Appena il corpo di Giusto toccò il fondo, le corde si sciolsero e il corpo senza vita di Giusto venne trasportato dalle onde fino all'odierna Riva Grumula.
Durante la notte Sebastiano, un presbitero, ebbe una visione nella quale Giusto lo invitava ad andare sulla
riva a recuperare il suo corpo per poter dargli una sepoltura degna.
Assieme ad un gruppo di fedeli, Sebastiano andò a cercare il corpo e, trovatolo, lo seppellì di nascosto in un cimitero non lontano dalla riva.
Denunciato per empietà (sacrilegium) da alcuni suoi concittadini, Giusto fu convocato nello studio privato del magistrato (consistorium), poiché, secondo la legge di Roma, il giudice doveva verificare di persona l'accusa. Giusto venne invitato a sacrificare agli dèi romani, ma a questo invito egli oppose un fermo rifiuto.
Osservando scrupolosamente le procedure, il magistrato Mannaccio mandò Giusto in carcere per una pausa di riflessione.
Il giorno seguente Giusto, nuovamente esortato a sacrificare, rifiutò; venne quindi fustigato e, poiché persisteva nel suo rifiuto, condannato alla morte per annegamento in mare, a Trieste.
I soldati gli legarono mani e piedi con una fune, alla quale vennero assicurati dei pesi di piombo, lo fecero salire su una barca e lo portarono al largo dell'odierno promontorio di Sant'Andrea. Poi lo gettarono in acqua.
Appena il corpo di Giusto toccò il fondo, le corde si sciolsero e il corpo senza vita di Giusto venne trasportato dalle onde fino all'odierna Riva Grumula.
Durante la notte Sebastiano, un presbitero,
Assieme ad un gruppo di fedeli, Sebastiano andò a cercare il corpo e, trovatolo, lo seppellì di nascosto in un cimitero non lontano dalla riva.
Nel V secolo le reliquie del santo furono trasferite sul
colle di San Giusto, nella cattedrale a lui intitolata.
Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - San Giusto di Trieste († Trieste, 2 novembre 303), Santo della Chiesa Cattolica
Giusto, in latino Iustus († Trieste, 2 novembre 303), è
stato un martire cristiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica.
Visse sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano ad Aquileia.
Visse sotto gli imperatori Diocleziano e Massimiano ad Aquileia.
Agiografia
Il Martyrologium Hieronymianum (Martirologio geronimiano) il
più antico catalogo di martiri cristiani della Chiesa latina pervenuto, riporta
il giorno ma non l'anno della morte e attesta la devozione al santo in varie
località dell'Africa.
La Passio, ovvero la narrazione del processo e della morte, preservata in vari manoscritti medievali, data con precisione il martirio al 2 novembre ma per quanto riguarda l'anno i dati non sono né univoci né coerenti. L'ipotesi più probabile è che sia avvenuto nel 303, durante l'ultima persecuzione di Diocleziano e Massimiano.
La morte di Giusto: la leggenda
La Passio, ovvero la narrazione del processo e della morte, preservata in vari manoscritti medievali, data con precisione il martirio al 2 novembre ma per quanto riguarda l'anno i dati non sono né univoci né coerenti. L'ipotesi più probabile è che sia avvenuto nel 303, durante l'ultima persecuzione di Diocleziano e Massimiano.
La morte di Giusto: la leggenda
Iconografia
Nella tradizione iconografica (mosaico e affresco nella
cattedrale di San Giusto, statua del santo, miniatura nel Breviario
Tergestino-Aquileiese dell'Archivio Capitolare della Cattedrale) Giusto è
rappresentato giovane e tale continua ad essere nell'immaginazione
post-romantica (tela di Carlo Wostry nel Duomo di Trieste), in accordo con la Passio, che lo descrive come un giovane uomo.
Tuttavia l'analisi delle sue ossa effettuata nel 1985 le definì appartenenti "a soggetto sicuramente maschile e di età pressoché senile".
Tuttavia l'analisi delle sue ossa effettuata nel 1985 le definì appartenenti "a soggetto sicuramente maschile e di età pressoché senile".
Culto
È il Patrono della città di Trieste e della città istriana di Albona dove viene festeggiato il 3 novembre.
Fonte: wikipedia
Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - I "santi di ghiaccio"
L'espressione santi di ghiaccio (o santi dell'ultimo ghiaccio o santi dell'ultimo freddo) fa riferimento, nella tradizione popolare, ad un brusco abbassamento delle temperature che si verifica annualmente nell'Europa centro-settentrionale in corrispondenza della sesta settimana dall'equinozio di primavera.
Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - ERMAGORA e FORTUNATO, Santi della Chiesa Cattolica († Aquileia, 70)
Ermagora o Ermacora († Aquileia, 70 d.C.) e Fortunato († Aquileia,
70 d.C.) sonodue protomartiri di Aquileia.
Entrambi sono considerati Santi da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei Santi, particolarmente nelle zone dell'Antico Patriarcato di Aquileia.
Entrambi sono considerati Santi da tutte le Chiese cristiane che ammettono il culto dei Santi, particolarmente nelle zone dell'Antico Patriarcato di Aquileia.
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Santi Ermagora e Fortunato
Miniatura di un codice
medievale
(di sconosciuto - http://santiebeati.it) Fonte immagine: Wikimedia Commons |
Vita e martirio
Ermagora sarebbe stato scelto nel 50 d.C. come primo vescovo
della comunità di Aquileia da San Marco, venendo quindi consacrato a Roma da
San Pietro.
Secondo una tradizione dell'VIII-IX secolo si sarebbe trattato di un gentile convertito da San Marco.
Secondo una tradizione dell'VIII-IX secolo si sarebbe trattato di un gentile convertito da San Marco.
S. Ermagora, affiancato dai Santi e Fortunato e Syrus
Affreschi - XII secolo
Basilica del Patriarca (Aquileia)
(di Wolfgang Sauber - Opera propria)Fonte immagine: Wikimedia Commons |
Fortunato sarebbe stato il diacono di Ermagora.
I due subirono assieme il martirio ad Aquileia nell'anno 70 d.C., inflitto loro, secondo la leggenda, da un certo Sebasto.
I due subirono assieme il martirio ad Aquileia nell'anno 70 d.C., inflitto loro, secondo la leggenda, da un certo Sebasto.
Santi Ermagora e
Fortunato (1736-1737)
(di YukioSanjo - Opera propria)Fonte immagine: Wikimedia Commons |
Culto
Vengono festeggiati assieme il 12 luglio.
Il loro culto è antichissimo (sono citati nel Martirologio
geronimiano, testo del V secolo), soprattutto ad Aquileia, ed è stato
consolidato dal Patriarca Poppone di Carinzia († 1045) che nel 1031 dedica ai due Santi la Basilica Patriarcale di Aquileia, dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità, dopo la
dedicazione mariana.
I corpi e le reliquie dei due Santi, prima conservati nella
Basilica di Aquileia, vennero trasferiti nel VI secolo a Grado nella Basilica
di Sant'Eufemia, venendo restituite alla comunità aquileiese solo alla fine del
XV secolo.
Nel 1751, con la soppressione del Patriarcato di Aquileia, alcune di queste reliquie vennero traslate a Gorizia.
Una Chiesa dedicata ai due Santi si trova a Trieste, a Roiano, in Piazza tra i Rivi.
Nel 1751, con la soppressione del Patriarcato di Aquileia, alcune di queste reliquie vennero traslate a Gorizia.
Una Chiesa dedicata ai due Santi si trova a Trieste, a Roiano, in Piazza tra i Rivi.
Patronati
Ermagora e Fortunato sono i Santi Protettori della regione Friuli-Venezia Giulia (con atto
ufficiale del 2001), dell'Arcidiocesi di Gorizia, dell'Arcidiocesi di Udine,
nonché protettori delle città friulane di:
- Grado
- Grado
- Aquileia
CURIOSITA'
Letteratura
La Casa Editrice Goriška Mohorjeva Družba, o Società di Ermacora, la più antica casa editrice slovena, con tripla sede a Klagenfurt, Celje e Gorizia, fondata nel 1851 dal Vescovo Anton Martin Slomšek e filologo Anton Janežič, è stata così chiamata in riferimento a San Ermagora.
Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - S. GIUSTINA, Santa della Chiesa Cattolica
Santa Giustina vergine e martire è una santa della Chiesa cattolica.
Insieme a Sant'Agrippino, è patrona della città di Arzano (NA).
Il giorno a lei dedicato nel calendario è il 13 luglio.
Nella città emiliana di Piacenza, alla santa è dedicata la cattedrale (Santa Giustina, infatti, è, insieme a Sant'Antonino, la santa protettrice di Piacenza).
La musica e il Friuli-Venezia Giulia - LA CAMPANA DI SAN GIUSTO - C. Arona e G. Drovetti, 1915
Il brano La campana di San Giusto, meglio nota come Le ragazze di Trieste, nacque nel 1915, all'inizio della Prima guerra mondiale, nel sogno della sconfitta austriaca e del ritorno all'Italia e conobbe il suo momento di maggiore splendore con la vittoria e l'entrata a Trieste delle truppe italiane, il 3 novembre 1918.
Gli autori sono Giovanni Drovetti (1879-1958) per le parole e Colombino
Arona per la musica.
Testo
Testo
Per le spiagge, per le rive di Trieste
Suona e chiama di San Giusto la campana,
l'ora suona l'ora suona non lontana
che più schiava non sarà!
Le ragazze di Trieste
Cantan tutte con ardore:
"O Italia, o Italia del mio cuore
Tu ci vieni a liberar!"
Avrà baci, fiori e rose la marina
la campana perderà la nota mesta,
su San Giusto sventolar vedremo a festa
il vessillo tricolor!
Le ragazze di Trieste
Cantan tutte con ardore:
"O Italia, o Italia del mio cuore
Tu ci vieni a liberar!"
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