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Personalità legate al Friuli-Venezia Giulia - Marisa MADIERI (1938-1996)


Marisa Madieri (Fiume, 1938 – Trieste, 10 agosto 1996) è stata una scrittrice italiana.


Marisa Madieri
Fonte immagine: Wikipedia


Biografia

In origine il cognome della famiglia paterna, fiumana, ma di origini evidentemente ungheresi, era Madjarić, poi modificato in Madierich e successivamente in Madieri.

La famiglia, esule dall'Istria, si nascose a Trieste nel 1949, e per molti mesi visse in condizioni precarie, insieme a tanti altri profughi italiani, nel campo profughi del Silos presso la stazione ferroviaria. Di questo periodo avrebbe scritto poi nel suo primo libro Verde acqua (Einaudi, 1987) in cui narra dell'esodo di Fiume, dell'identità di questa città e di altri fatti legati alla sua infanzia e adolescenza, in cui la memoria è anche ricerca delle proprie radici.

Studiò lingue e letterature straniere a Firenze, dove conobbe lo scrittore Claudio Magris (Trieste, 1939), che sposò e da cui ebbe due figli, Francesco e Paolo.

Conseguì anche il brevetto di pilota aereo e svolse opera di volontariato per il Centro di aiuto alla vita.

Scrisse poi altri racconti fra cui uno in forma di parabola, La radura ripubblicato in un unico volume insieme a Verde acqua nel 1998.

È considerata una delle voci narranti più limpide delle vicende dell'esodo giuliano-dalmata.


Intitolazioni e riconoscimenti


Alla scrittrice l'8 maggio 2014 è stato intitolato il giardino comunale di Via Bernardo Benussi, a Trieste.

Fonte: wikipedia

Scoprire il Friuli-Venezia Giulia - 1944-1956: l'esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate


L'esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate, conosciuto anche come esodo giuliano-dalmata o solo esodo istriano, consistette nell'abbandono delle proprie case da parte della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dai territori del Regno d'Italia prima occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito e successivamente annessi dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia.

Le traformazioni introdotte dal regime comunista jugoslavo rese, infatti, impossibile per le comunità italiane mantenere la propria identità nazionale.

A questo vanno aggiunte anche la paura, eredità della stagione delle foibe, l'oppressione politica, la persecuzione religiosa e la difficile situazione economica.

Il fenomeno, che iniziò nel 1944 con l'abbandono della città di Zara distrutta dai bombardamenti Alleati e si concluse ufficialmente nel 1956, riguardò circa 300.000 persone.

Può essere diviso in due momenti principali:


Il primo esodo: 1945-1951

Il primo esodo avvenne tra il 1945 e il 1951, soprattutto dopo che il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947), cedette alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia ZaraFiume e quasi tutta l'Istria.

In seguito alla Conferenza di Pace (29 luglio - 15 ottobre 1946) che aveva preceduto il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947), dall'estate del 1946 gli abitanti di Pola, allora governata provvisoriamente dagli anglo-americani, lasciarono per primi la loro città.

In un secondo momento cominciarono l'esodo anche la maggior parte degli italiani di Fiume e dell'Istria, zona, quest'ultima, nella quale si svuotarono interi villaggi e cittadine.

In questa prima fase, la città di Trieste, allora governata provvisoriamente da un'amministrazione militare anglo-americana, non venne coinvolta, e i profughi vennero distribuiti nel resto dell'Italia, dove furono allestiti più di un centinaio di centri di raccolta profughi, come il Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano, vicino a Porta Aquileia, Udine, che  funzionò dal 1947 al 1960. Da questo centro di smistamento passarono oltre cento mila esuli.



Giovane esule italiana trasporta,
insieme ai propri effetti personali, un tricolore
(di anonimo - web)
Fonte immagine: Wikipedia


Il secondo esodo: dal 1954

Con l'entrata in vigore del Memorandum di Londra (26 ottobre 1954) il Territorio Libero di Trieste venne diviso tra Italia e Jugoslavia: la Zona A con Trieste ritornò all'Italia e la Zona B viene assegnata alla Jugoslavia. Da quest'ultima zona, abitata quasi integralmente da italiani e amministrata fino al 1954 da un governo militare jugoslavo, iniziò un secondo esodo di massa.

Gli esuli della Zona B si fermano in maggioranza a Trieste e a Gorizia, trovando ospitalità in alcuni centri di raccolta profughi: oltre che quello della caserma di Padriciano, altri vennero istituiti presso il Silos e la Risiera di San Sabba. In alcuni casi si decise addirittura di costruire da zero dei centri abitati per accogliere gli esuli, come è il caso del Villaggio del Pescatore.


C'era una volta...
Foto del gruppo fb TRIESTE CHE NON C'E' PIU'


Tra coloro, che lasciarono la loro terra voglio ricordare le famiglie di:

Carlo Leopoldo Conighi - Trieste, 4 luglio 1884 – Udine, 5 gennaio 1972 (architettura)

Agostino Straulino - Lussinpiccolo, 10 ottobre 1914 – Roma, 14 dicembre 2004 (sport)

Ottavio Missoni - Ragusa di Dalmazia, 11 febbraio 1921 - Sumirago, 9 maggio 2013 (moda)

Alida Valli - Pola, 31 maggio 1921 - Roma, 22 aprile 2006 (cinema)

Oreste Dequel - Capodistria, 17 agosto 1923 – Roma, 27 luglio 1985 (scultura)

Vincenzo Bettiza, detto Enzo Bettiza Spalato, 7 giugno 1927 (letteratura)

Sergio Endrigo - Pola, 15 giugno 1933 - Roma, 7 settembre 2005 (musica)




Abdon Pamich - Fiume, 3 ottobre 1933 (sport)

- Marisa Madieri - Fiume, 1938 - Trieste, 1996 (letteratura)

Giovanni Nino Benvenuti - Isola d'Istria, 26 aprile 1938 (sport, cinema)

Laura Antonelli - Pola, 28 novembre 1941 -  Ladispoli, 22 giugno 2015 (cinema)

Gianni Brezza - Pola, 9 novembre 1942 - Roma, 5 aprile 2011 (danza, cinema)

Uto Ughi, nome d'arte di Bruto Diodato Emilio Ughi - Busto Arsizio, 21 gennaio 1944 (musica)

- Wilma Goich - Cairo Montenotte, 16 ottobre 1945 (musica)

Lidia Matticchio - Pola, 21 febbraio 1947 (gastronomia)

Sergio Marchionne - Chieti, 17 giugno 1952 (industriale)


Monumento in ricordo dell'esodo

Il 26 settembre 2010 è stato eretto un monumento nei pressi del valico di Rabuiese da cui transitò la maggior parte degli esuli della Zona B.


CURIOSITA'

Filatelia: la Repubblica Italiana ha emesso due francobolli per ricordare l'esodo degli italiani: il primo al 50° anniversario e il secondo il 10 febbraio del 2005, per l'istituzione del Giorno del Ricordo.


Filatelia

Fonte: wikipedia