Scoprire il Friuli-Venezia Giulia in camper: guida non solo sulle aree di sosta, i camping e gli agriturismi con area attrezzata camper, ma anche su cosa vedere, gli itinerari, la cultura, la storia, il cinema, lo sport e tante altre notizie per spiriti liberi e curiosi.
Il Premio Ernest Hemingway-Lignano Sabbiadoro, promosso
dalla cittadina di Lignano Sabbiadoro, si articola in quattro sezioni: giornalismo, reportage video-fotografico, letteratura e spirito libero, quest'ultimo assegnato a chi abbia operato in contesti difficili dando prova di coraggio, di umanità e di senso di giustizia.
L'esodo delle popolazioni istriane, fiumane e dalmate, conosciuto anche come esodo giuliano-dalmata o solo esodo istriano, consistette nell'abbandono delle proprie case da parte della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dai territori del Regno d'Italia prima occupati dall'Esercito Popolare di Liberazione della Jugoslavia del maresciallo Josip Broz Tito e successivamente annessi dalla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia. Le traformazioni introdotte dal regime comunista jugoslavo rese, infatti, impossibile per le comunità italiane mantenere la propria identità nazionale. A questo vanno aggiunte anche la paura, eredità della stagione delle foibe, l'oppressione politica, la persecuzione religiosa e la difficile situazione economica.
Il fenomeno, che iniziò nel 1944 con l'abbandono della città di Zara distrutta dai bombardamenti Alleati e si concluse ufficialmente nel 1956, riguardò circa 300.000 persone. Può essere diviso in due momenti principali:
Il primo esodo: 1945-1951
Il primo esodo avvenne tra il 1945 e il 1951, soprattutto dopo che il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947), cedette alla Repubblica Socialista Federale di JugoslaviaZara, Fiume e quasi tutta l'Istria. In seguito alla Conferenza di Pace (29 luglio - 15 ottobre 1946) che aveva preceduto il Trattato di Parigi (10 febbraio 1947),dall'estate del 1946 gli abitanti di Pola, allora governata provvisoriamente dagli anglo-americani, lasciarono per primi la loro città. In un secondo momento cominciarono l'esodo anche la maggior parte degli italiani di Fiume e dell'Istria, zona, quest'ultima, nella quale si svuotarono interi villaggi e cittadine. In questa prima fase, la città di Trieste, allora governata provvisoriamente da un'amministrazione militare anglo-americana, non venne coinvolta, e i profughi vennero distribuiti nel resto dell'Italia, dove furono allestitipiù di un centinaio di centri di raccolta profughi, come il Centro di Smistamento Profughi di Via Pradamano, vicino a Porta Aquileia, a Udine, che funzionò dal 1947 al 1960. Da questo centro di smistamento passarono oltre cento mila esuli.
Con l'entrata in vigore del Memorandum di Londra (26 ottobre 1954) il Territorio Libero di Trieste venne diviso tra Italia e Jugoslavia: la Zona A con Trieste ritornò all'Italia e la Zona B viene assegnata alla Jugoslavia. Da quest'ultima zona, abitata quasi integralmente da italiani e amministrata fino al 1954 da un governo militare jugoslavo, iniziò un secondo esodo di massa.
Gli esuli della Zona B si fermano in maggioranza a Trieste e a Gorizia, trovando ospitalità in alcuni centri di raccolta profughi: oltre che quello della caserma di Padriciano, altri vennero istituiti presso il Silos e la Risiera di San Sabba. In alcuni casi si decise addirittura di costruire da zero dei centri abitati per accogliere gli esuli, come è il caso del Villaggio del Pescatore.
Il 26 settembre 2010 è stato eretto un monumento nei pressi del valico di Rabuiese da cui transitò la maggior parte degli esuli della Zona B.
CURIOSITA'
Filatelia: la Repubblica Italiana ha emesso due francobolli per
ricordare l'esodo degli italiani: il primo al 50° anniversario e il secondo il
10 febbraio del 2005, per l'istituzione del Giorno del Ricordo.